giovedì 12 gennaio 2017

"Bitter Sweet Desire - DAZE" - Tribute to Poets of the Fall





 Chi mi conosce sa che la musica è una delle mie passioni più grandi. Non la pratico, se non attraverso il canto, strimpello la chitarra a malapena, non so comporre e so poco e nulla di musica a livello tecnico, ma è indubbio che non saprei vivere senza ascoltarne.

 Col tempo ho anche limato parecchio i miei estremismi, e dunque lascio alle spalle i periodi in cui se uno non ascolta gli Iron Maiden o gli Offspring, vuol dire che ascolta solo musica di merda. Oh, certo, alcune categorie restano per me incomprensibili, ma tant'è...

 Dal punk al black metal, dall'hard rock all'indie rock, passando senza problemi anche nella new wave, alternative, punk rock, folk, pop rock, death metal, etc..., non mi faccio grossi problemi a fare mie ogni tipo di esperienze sensoriali musicali, laddove mi diano emozioni. Perchè è quello che conta per me, che la musica mi dia le giuste emozioni.

 Ma oltre a questa vastità di generi, è inevitabile spaziare anche in una vastità temporale davvero sconfinata. Diventa difficile, difficilissimo poter fare una classifica dei propri artisti o band favorite senza incappare in ripensamenti o dilemmi su chi mettere e chi escludere. Ovvio a questo "inconveniente" applicando dei giusti "distinguo", cercando di suddividere la mia ipotetica classifica in almeno tre scaglioni differenti:

  •  gli "storici", ovvero quelle band la cui attività principale o effettiva è avvenuta prima della mia consapevolezza musicale( che, tra l'altro, ha avuto una timida genesi a 9 anni, quando sentendo "Born in the USA" dell'inossidabile Bruce  Springsteen, decisi che mi piaceva il rock e senza escludere qualche semina dovuta a cassette di mio padre, cosucce tipo "Goodbye Yellow Brick Road", mica pizza e fichi).  Qui si bazzica nella Leggenda, con nomi del calibro di David Bowie, Queen, Led Zeppelin, Who, Iggy Pop & The Stooges, Deep Purple, Sex Pistols, e mille altri...
  • i "generazionali", ovvero quelle band e artisti la cui attività ha coinciso con l'adolescenza, ovvero un'età nella quale si formano davvero i primi tratti di ciò che potremmo essere in futuro, e dunque musica che abbiamo realmente vissuto nella sua interezza. Come molti coetanei, questo ha fortemente coinciso con la rinascita dell'hard rock, l'avvento del grunge e l'esplosione del punk rock. Dunque nel mio vissuto parliamo di cosucce tipo Nirvana, Pearl Jam, Guns'n'Roses, Offspring...ma anche cose come Ligabue...ebbene sì, mi piaceva da matti pure lui. Ma dopotutto ognuno ha i suoi scheletri nell'armadio...
  •  i "nuovi", ovvero band relativamente più giovani, nate magari dal 2000 in poi, che hanno scalato e conquistato una fetta del mio cuore musicale.


 Nonostante ciò, diventa comunque labile, spesso, la clasificazione: esempi lampanti possono essere gli Iron Maiden, in attività decisamente prima della mia coscienza musicale, ma in piena attività quando li scoprii, oppure gli Scorpions,  una delle mie band preferite in assoluto, che seppur nate decenni prima, ottennero un'esplosione mediatica enorme nel 1990 con Wind of change. O ancora, inizia a essere complicato definire "di primo pelo" band come i MUSE, così come "classificare" band arrivate alla ribalta a cavallo tra i '90 e i 2000( per poi scomparire dal successo internazionale, anche se ancora attive), ad esempio i Lit

 Ma una cosa certa è che nella terza categoria, ovvero nelle band più recenti, un nome spicca nel mio cuore, tanto da inserirli senza problemi in una ipotetica, seppur difficilmente stilabile, Top 10 delle band preferite in assoluto,  ed è quello dei Poets of the Fall, che assieme a Theory of a DeadmanFratellis, formano probabilmente il podio delle mie band "recenti" preferite.

 Difficilmente inquadrabili in un genere specifico, poichè passano dall'hard rock al post punk, senza disdegnare qualche sonorità new wave o strizzatine d'occhio al pop rock, e presentandosi spesso con splendide ballade e melodie sublimi, quello che accomuna la loro arte sono senza dubbio i testi, che non tradiscono il nome della band, essendo vere poesie messe in musica. Altro aspetto peculiare è la grande teatralità dei loro video, sosetnuta in particolare dal talentuoso cantante, Marko Saaresto, dotato non solo di una voce molto bella e adattabile, ma anche di una mimica facciale e corporea straordinarie, cosa che si evince anche dai loro show dal vivo, di grande impatto emotivo e di grande interattività col pubblico, oltre che dalle indubbie qualità delle composizioni e abilità degli strumentisti. Una band che, inspeigabilmente, rimane ancora piuttosto di nicchia, e, nonostante il loro album d'esordio sia del 2005, ancora non sono realmente sulla cresta del successo che, a mio modesto avviso, meriterebbero a livello mondiale.

 E' da qui che nasce questo mio tributo a una delle loro canzoni e alla loro musica. Il pezzo in questione è "Daze", opening track dell'album Jealous Gods del 2014. Vi invito a visionare il video della canzone, non solo per gustarvi un pezzo molto bello, ma anche per assaporare la visionarietà dei loro lavori e chissà, magari avvicinarvi anche voi a questa band, meritevole davvero di tanta visibilità in più.

 Certo, lo so che su questo blog non ci passa mai nessuno, ma sti cazzi: è un blog, un diario, quindi ci scrivo comunque quello che voglio.:D

E, in fondo, sperare non è un male.


  Poets of the Fall - Daze( Official video)



Immagine realizzata a china. colorazione e postworking con Photoshop.
Copyright by Mana RD Art, 2017












mercoledì 28 dicembre 2016

"Mon Capitaine!"




 Tributo al mitico Patrick Stewart nel suo ruolo del capitano Jean-Luc Picard, in Star Trek The Next Generation.



 Disegno a china, colorazione e postwork tramite Gimp.

venerdì 2 dicembre 2016

Shadow in the night - A tribute to Joe Dever






 E' di pochi giorni fa la notizia della scomparsa di una figura semplicemente LEGGENDARIA per una larga fetta di miei coetanei, ovvero di Joe Dever, l'autore che, nel 1984 negli Stati Uniti e l'anno successivo in Italia, pubblicò il primo librogame dell'indimenticabile Lupo Solitario.

 Un personaggio affascinante, oscuro e tormentato, che con le sue avventure fantasy a cavallo tra rpg cartaceo e libro interattivo, ha accompagnato i sogni di tanti ragazzi. Un vero e proprio fenomeno culturale dell'epoca, recentemente tornato in auge grazie a un riuscitissimo videogioco, uscito prima su sistemi mobile, poi approdato su PC e infine su Xbox One e PS4, che riusciva, incredibilmente, a trasmettere le stesse sensazioni di un vero librogame della saga del nostro oscuro eroe.

 Le splendide illustrazioni, unite a una narrazione molto efficace, hanno indelebilmente segnato tutti coloro che si appassionarono ai suoi libri, contribuendo senza nessun dubbio alla diffusione dei librogame.


 Ma a soli 61 anni, il brillante autore ci ha lasciati, rinfoltendo la schiera troppo numerosa dei decessi artistici di questo maledetto 2016. Da noi la sua morte è stata, diciamo, "oscurata" dalla scomparsa di un figuro strano, patron di una di quelle discutibili trasmissioni lontane dal concetto di buon gusto, ma anche questo è specchio della società moderna. Ma io no, io non dimentico le meravigliose avventure che Joe Dever, coi suoi lavori, mi ha fatto vivere nel'infanzia e adolescenza. Un disegno fatto di getto, uno schizzo indegno, realizzato d'impeto e, certamente, non curato nei minimi dettagli, ma sentivo il bisogno di un gesto concreto.

 Grazie, Joe. Mi hai dato un'infanzia meravigliosa.Io non ti dimenticherò mai. Grazie, amico, e fai buon viaggio, nei sentieri oscuri di quella foresta che ti porterà altrove.







mercoledì 30 novembre 2016

The Dragon’s Throat - A tribute to Golden Axe 2






 Golden Axe II è stato il primo titolo giocato sul mio Megadrive, preso in lotto da conoscenti, ormai secoli fa.

 Amante del capitolo originale in sala giochi, ed essendo fino ad allora obbligato a giocarmi solo la conversione per C64, che definire deficitaria sarebbe un eufemismo, l'entusiasmo di poter avere a casa mia il sequel era incontenibile. Ecco perchè, in quel lotto comprensivo di altri giochi leggendari come Revenge of Shinobi, Gynoug e Altered Beast, la mia scelta cadde inesorabile sul trio sword & sorcery, genere letterario che già adoravo.

 Ecco, dunque, il mio tributo a quel mitico, primo gioco fatto girare sul mio "nuovo", atteso Megadrive, della mai abbastanza amata SEGA. In questa mia, spero, rinacita creativa( "artistica" potrebbe risultare arrogante)ho voluto inserire questo tributo a un ricordo da retrogamer.



 Immagine realizzata a china, cielo realizzato tramite Bryce 7.0, coloritura e postwork con Gimp.
Copyright illustrazione by Mana RD Art




lunedì 28 novembre 2016

"A look to the future" - Tribute to Leonard Nimoy and Star Trek






 Ci sono momenti, nella vita, in cui si devono prendere decisioni radicali. Decisioni che possono anche apparire rischiose o stupide, che portano ad abbandonare la via vecchia per l'ignoto. E nonostante la via vecchia fosse ormai troppo impraticabile e penosa, ci si domanda sempre se non sarebbe stato meglio continuare a camminarci. Dopotutto, come si suol dire, "si quel che si lascia, non si sa quel che si trova"...

 Ma lo smarrimento e l'ovvia incertezza deve lasciare spazio a un atteggiamento diverso. Si deve guardare al futuro. L'allantonamento da una situazione ormai insostenibile, che mi aveva praticamente annientato ogni voluttà creativa, elemento che da sempre ha fatto parte del mio essere, nella pur incerta situazione attuale, ha portato però a un ritorno della mia voglia di disegnare e di creare.

 Ormai disegnavo pochissimo, come si evince dalla data del mio ultimo post e dalle distanziate pubblicazioni precedenti. Ora voglio tornare quel che ero, e ho deciso di iniziare con un tributo a Leonard Nimoy e al leggendario Star Trek,  a rappresentanza di quello "sguardo al futuro" che DEVE dominare sempre le nostre vite, in qualsiasi situazione.

 A voi. Riprenderò la mano, ma considerando il tempo enorme che non disegnavo più in uno stile più realistico, non posso lamentarmi del risultato.




Immagine realizzata a china, colore e postwork con Gimp.
 Copyright by Mana RD Art, 2016

sabato 1 agosto 2015

Good Holidays!




 Con quasi due anni di ritardo, mi decido a pubblicare il mio piccolo, insignificante tributo al mitico Megadrive. Buone vacanze a tutti, ragazzi, torno a Settembre e spero di decidermi a rendere più vivo e aggiornato questo piccolo blog.




 Magari descrivendo le emozioni fortissime che l'inattesa Megaton di Shenmue 3 ha scatenato nel mio cuoricino di segaro...buone ferie, amici!